Metodo

Imparare una lingua giocando: i giochi che insegnano davvero qualcosa

Un gioco insegna una lingua se ti fa richiamare, parlare e ripetere: nomi, cose, città, mimo, videogiochi, giochi di ruolo e un piano da 15 minuti.

Si può imparare una lingua giocando, e per molti è l'unico modo perché la pratica quotidiana sopravviva alla terza settimana. Il problema è che la maggior parte dei giochi sembra istruttiva senza insegnare granché: riconosci parole che conoscevi già a metà, ridi, dimentichi. Un gioco insegna quando ti costringe a tirare fuori la lingua dalla tua testa, a dirla ad alta voce e a ritrovare le stesse parole un altro giorno. Ecco i formati che superano questa prova, una routine da quindici minuti al giorno e gli errori che trasformano il gioco in un piacevole spreco di tempo.

In breve

  • Un gioco utile per imparare una lingua ti fa produrre la lingua invece di riconoscerla soltanto, ti fa parlare ad alta voce e riporta le stesse parole per più giorni.
  • I giochi migliori non richiedono materiale: far indovinare una parola senza dirla, chi sono, le parole a catena e nomi, cose, città funzionano quasi a ogni livello.
  • Quindici minuti bastano se hanno una forma: due di riscaldamento, dieci di un gioco, tre per le parole che non sono venute.

Che cosa rende utile un gioco

Prima di scegliere un gioco, fagli quattro domande.

  1. Devo produrre la lingua? Scegliere la risposta giusta tra quattro è riconoscere. Scriverla, dirla o spiegarla è richiamare, ed è il richiamo a costruire la memoria (perché metterti alla prova batte rileggere).
  2. Parlo? Un gioco in silenzio allena gli occhi. Di' ogni risposta ad alta voce, anche quando il gioco non lo chiede.
  3. Le parole tornano? Una sera con una parola è un incontro; una settimana di sere è un ricordo. Metti le parole di ieri nel gioco di oggi: è il principio della ripetizione dilazionata.
  4. È al mio livello? Devi seguire quasi tutto quello che succede. Un gioco di cui capisci un terzo è rumore.

Un gioco che fa quattro su quattro è studio travestito. Uno che fa zero è solo divertimento, che va benissimo, ma contalo come una pausa.

Giochi in due, senza materiale

Funzionano a tavola, durante una passeggiata o in videochiamata, con il partner, un amico o l'insegnante.

  • Fai indovinare. Uno descrive una parola in inglese senza dirla, l'altro indovina. A livello A2, It's an animal, it's big, it's grey è un round perfetto. È il miglior gioco per parlare: ti costringe a girare intorno alle parole che non hai, esattamente quello che chiede una conversazione vera.
  • Chi sono, o venti domande. Pensa a una cosa; l'altro può fare solo domande a cui si risponde sì o no. Allena le strutture delle domande, la grammatica che i principianti evitano: Is it big? Can you eat it?
  • Parole a catena. Ogni parola comincia con l'ultima lettera della precedente, apple, egg, green, nose. Veloce, semplice e una prova onesta del vocabolario che hai davvero a portata di mano.
  • Nomi, cose, città. Una lettera, qualche categoria e sessanta secondi, in inglese: cibo, animali, cose della cucina. I temi di vocabolario del nostro sito sono liste di categorie già pronte, con l'audio.
  • Ping-pong di traduzione. Uno dice una parola in italiano, l'altro risponde in inglese il più in fretta possibile. Ogni dieci parole vi scambiate.
  • Strega comanda colore. Per i primissimi passi, in inglese: chi fa la strega dice un colore e gli altri devono toccare qualcosa di quel colore e nominarlo. I colori entrano senza fatica.

Giochi da tavolo, carte e mazzi fatti in casa

Non servono prodotti speciali «per imparare l'inglese». Qualsiasi gioco da tavolo basato sul parlare diventa un gioco di lingua nel momento in cui lo giochi nella lingua che studi, e i giochi in cui si raccontano storie partendo da immagini sono particolarmente adatti: sulle carte non c'è testo da leggere e basta.

Ancora più semplice: preparati un mazzo. Venti parole su cartoncini, con un disegno o la parola italiana sul retro, ed ecco un memory, oppure una variante in cui prendi la carta solo se dici la parola e una frase con quella. I dieci minuti passati a fare il mazzo fanno parte dell'apprendimento.

Videogiochi nella lingua che impari

Cambiare la lingua di un videogioco a cui giochi comunque è una delle forme di immersione più indolori. Qualche regola perché renda:

  • Scegli giochi lenti e pieni di testo. Giochi di ruolo, avventure, puzzle, simulatori di fattoria e di vita, visual novel. Gli sparatutto frenetici ti insegnano reload e poco altro.
  • Rigioca un titolo che conosci. Se sai già la storia, il contesto ti porta attraverso le frasi che non riesci ancora a smontare.
  • Attiva i sottotitoli nella stessa lingua. Sentire e leggere la stessa battuta è il principio di imparare con film e serie.
  • Tieni un quaderno vicino. Quando una battuta ti blocca, scrivi la frase intera, non solo la parola, e riguardala il giorno dopo.
  • Usa la chat vocale. I giochi cooperativi con chi parla la lingua sono un modo per parlare senza pressione: scambi brevi, pratici e ripetitivi.

Giochi di ruolo e quiz

Il gioco di ruolo è pratica orale con un copione che scrivete voi: ordinare al bar, fare il check-in in albergo, restituire un telefono rotto, conoscere i genitori del partner. Recitate ogni scena due volte scambiandovi i ruoli, e alla seconda il «commesso» aggiunge una sorpresa. Per un minuto ci si sente ridicoli, poi è la cosa più vicina a una conversazione vera che si possa provare in anticipo.

Il quiz trasforma il tuo vocabolario in una sfida. Interrogatevi su dieci parole della settimana: un punto per ogni risposta detta ad alta voce, un bonus per una frase completa. Segnate il punteggio su un quaderno; veder salire il numero è metà del divertimento.

Un piano da 15 minuti al giorno

MinutiChe cosa faiPerché
0–2Riscaldamento: ping-pong di traduzione con le parole di ieriRichiamare le parole recenti al momento giusto
2–12Un gioco principale, ogni giorno diversoParlare e richiamare sotto una leggera pressione
12–15Annotare le tre-cinque parole che non sono venute e dire ognuna in una fraseIl gioco diventa il ripasso di domani

Fai ruotare il gioco principale nella settimana: fai indovinare il lunedì, gioco di ruolo il martedì, chi sono il mercoledì, videogioco il giovedì, quiz il venerdì, gioco da tavolo nel fine settimana. Una regola vale ogni giorno: quello che oggi non è venuto apre il gioco di domani.

Giocare al tuo livello

  • A0–A1. Numeri, colori, strega comanda colore, memory con le figure, giochi di sì o no. Risposte brevi e tanta ripetizione.
  • A2–B1. Fai indovinare, chi sono, giochi di ruolo della vita quotidiana, parole a catena. Cominci a costruire frasi contro il tempo.
  • Dal B1 in su. Videogiochi con dialoghi, giochi di narrazione, dibattiti su domande assurde, giochi di ruolo con imprevisti. L'obiettivo si sposta dalle parole alla scioltezza.

Gli errori più comuni

  • Gestire il gioco in italiano. Regole, battute e discussioni nella tua lingua si mangiano metà della sessione. Mettetevi d'accordo sulle frasi che servono – your turn, I don't know, say it again – e ditele in inglese.
  • Solo giochi di riconoscimento. Scegliere tra opzioni all'infinito sembra un progresso e si inceppa proprio quando bisogna parlare.
  • Giochi troppo difficili. Se capisci un terzo, abbassa il livello, rallenta o cambia gioco.
  • Nessun ripasso dopo. I tre minuti dopo il gioco sono il posto in cui l'apprendimento resta.
  • Una sfida che il più debole perde sempre. Date un vantaggio: più tempo, un indizio, punti doppi. Nessuno continua a giocare a qualcosa che non può vincere.

LinguaPair come una delle possibilità

Se preferisci giochi già pronti, LinguaPair ha giochi in tempo reale per due costruiti con le parole che avete salvato e con una raccolta di vocabolario quotidiano: duello di traduzione, gara di parole, parola mescolata, vero o falso e due giochi di squadra in cui fate punti insieme. Ogni round sono trenta secondi di richiamo, e senza partner puoi giocare contro Robo, il robot dell'app. I giochi fanno parte di Premium; i corsi A0 e A1, l'allenatore di vocabolario, la serie e gli XP sono gratis. Come sono costruiti punti, serie e lega, e come evitare che diventino una caccia al numero, lo spieghiamo in gamification e apprendimento delle lingue. E se giochi con il partner, leggi imparare una lingua con il partner perché resti divertente per tutti e due.

Giocare non è una scorciatoia. È un modo di fare le ripetizioni di cui l'apprendimento ha bisogno, in una forma a cui viene voglia di tornare.