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Conoscere i genitori giapponesi del partner: 30 frasi e il galateo che c'è dietro

Trenta frasi in giapponese per conoscere i genitori del partner, in rōmaji: keigo, l'omiyage, complimenti per il cibo, conversazione e congedo.

In Giappone la prima visita ai genitori del partner ha un nome tutto suo: 挨拶 (aisatsu), «il saluto». È un passo formale, e i genitori giapponesi tendono a giudicare la sincerità più dalle maniere che dalla scioltezza. Noteranno se usi il linguaggio cortese, 敬語 (keigo), se hai portato un piccolo regalo, お土産 (omiyage), e come ti muovi in casa loro, dalle scarpe all'ingresso alle bacchette a tavola.

Ecco trenta frasi per la visita, in giapponese e in rōmaji, seguite dal galateo che le famiglie giapponesi danno per scontato, dagli errori più comuni dei partner stranieri e da un piano di due settimane per prepararti.

L'essenziale

  • Parla almeno nella forma cortese con です/ます. Le frasi qui sotto aggiungono il keigo di umiltà (申します, いたします) che un giapponese userebbe a un primo incontro.
  • L'omiyage conta: qualcosa del tuo paese o della tua regione, ben confezionato, consegnato con due mani dopo il saluto formale.
  • La conversazione giapponese è indiretta. I complimenti si schivano e le offerte a volte si rifiutano una volta per modestia; non prendere alla lettera una risposta modesta.

Prima della visita

  • Chiedi al partner come chiamare i suoi genitori. In giapponese ci si rivolge poco alle persone in modo diretto, e a una prima visita non ti servirà quasi mai. Molte famiglie accettano volentieri お父さん (otōsan) e お母さん (okāsan) quando siete fidanzati ufficialmente, ma lascia che sia il partner a dare il tono.
  • Scegli l'omiyage. Dolci confezionati o una specialità del tuo paese sono l'ideale: una scatola di cioccolatini, di cantucci o di torroncini fa quasi sempre centro. Evita le confezioni da quattro: 四 (shi) suona come la parola «morte».
  • Arriva puntuale, non in anticipo. I padroni di casa stanno ancora preparando, e cinque minuti prima sono meno graditi dell'ora esatta. Togliti il cappotto prima di suonare il campanello.
  • Pensa ai calzini. Le scarpe restano all'ingresso, il 玄関 (genkan).

Le 30 frasi

Il rōmaji segue il sistema Hepburn, e la buona notizia è che le vocali a, i, u, e, o suonano quasi come in italiano, brevi e pulite. Un trattino sopra la vocale (ō, ū) indica che è lunga: tienila il doppio, perché la durata cambia la parola. La u di です (desu) e ます (masu) quasi non si sente. Attenzione alle consonanti: sh si legge come «sc» di «scena», ch come la c di «ciao», j come la g di «gelato», g è sempre dura come in «gatto», y come la i di «ieri» (yoroshiku suona «ioroshiku»), ts come la z di «pizza» e z come la z di «zero». La s è sempre sorda, mai come in «rosa», e la r è un colpo leggero, non vibrata. ○○ indica un nome o una parola da inserire.

Saluti e prime parole

GiapponeseRōmajiSignificato
はじめまして。hajimemashitePiacere. Solo a un primo incontro.
○○と申します。○○ to mōshimasuMi chiamo ○○, in forma umile.
お邪魔します。o-jama shimasuEntrando in casa, letteralmente «sto per disturbare».
本日はお招きいただき、ありがとうございます。honjitsu wa o-maneki itadaki, arigatō gozaimasuGrazie per l'invito di oggi.
お会いできてうれしいです。o-ai dekite ureshii desuSono felice di conoscervi.
よろしくお願いいたします。yoroshiku onegai itashimasuMi affido alla vostra benevolenza: la chiusa obbligata di ogni presentazione.

Cortesia e richieste

GiapponeseRōmajiSignificato
ほんの気持ちですが、皆さんで召し上がってください。honno kimochi desu ga, minasan de meshiagatte kudasaiÈ solo un pensiero; gustatelo tutti insieme. Per un regalo da mangiare.
失礼します。shitsurei shimasuPermesso. Entrando in una stanza, sedendosi, alzandosi.
どうぞおかまいなく。dōzo o-kamai nakuNon vi disturbate, per favore. Quando offrono il tè.
日本語はまだ勉強中です。nihongo wa mada benkyōchū desuSto ancora studiando il giapponese.
もう少しゆっくり話していただけますか。mō sukoshi yukkuri hanashite itadakemasu kaPotrebbe parlare un po' più piano?
すみません、もう一度お願いできますか。sumimasen, mō ichido onegai dekimasu kaMi scusi, potrebbe ripetere?

A tavola

GiapponeseRōmajiSignificato
素敵なお住まいですね。suteki na o-sumai desu neChe bella casa.
いただきます。itadakimasuPrima di mangiare, a mani giunte.
とてもおいしいです。totemo oishii desuÈ buonissimo.
これは何という料理ですか。kore wa nan to iu ryōri desu kaCome si chiama questo piatto?
作り方を教えていただけますか。tsukurikata o oshiete itadakemasu kaMi insegnerebbe a prepararlo?
おかわりをいただいてもいいですか。okawari o itadaite mo ii desu kaPosso fare il bis?
ごちそうさまでした。gochisōsama deshitaA fine pasto: grazie per il pranzo o la cena.
何かお手伝いしましょうか。nanika o-tetsudai shimashō kaPosso aiutare in qualcosa?

Conversazione

GiapponeseRōmajiSignificato
○○から来ました。○○ kara kimashitaVengo da ○○.
○○の仕事をしています。○○ no shigoto o shite imasuLavoro nel campo di ○○.
日本の○○が大好きです。nihon no ○○ ga daisuki desuDel Giappone adoro ○○: la cucina, i romanzi, i treni.
これは日本語で何と言いますか。kore wa nihongo de nan to iimasu kaCome si dice questo in giapponese?
○○さんにはいつも支えてもらっています。○○-san ni wa itsumo sasaete moratte imasu○○ mi sostiene sempre.
○○さんを大切にします。○○-san o taisetsu ni shimasuAvrò cura di ○○. Una promessa seria, da tenere per il momento giusto.

Ringraziare e congedarsi

GiapponeseRōmajiSignificato
今日は本当にありがとうございました。kyō wa hontō ni arigatō gozaimashitaGrazie davvero per oggi.
またお会いできるのを楽しみにしています。mata o-ai dekiru no o tanoshimi ni shite imasuNon vedo l'ora di rivedervi.
そろそろ失礼します。sorosoro shitsurei shimasuSi è fatto tardi, tolgo il disturbo. Il modo cortese di avviarsi.
お邪魔しました。o-jama shimashitaSulla porta, uscendo, letteralmente «ho disturbato»: grazie dell'ospitalità.

Il galateo che le famiglie giapponesi danno per scontato

  • Inchino, non baci. Un inchino di circa trenta gradi, le mani lungo i fianchi o giunte davanti, mantenuto per un istante: questo è il saluto. I due baci sulle guance e l'abbraccio restano a casa; stringi la mano solo se un genitore te la porge per primo.
  • Le scarpe guardano la porta. Toglile rivolto verso la casa, poi accovacciati, girale verso l'uscita e mettile un po' di lato. Le pantofole sono per il corridoio, mai per il tatami.
  • L'omiyage esce dal sacchetto. Consegnalo nella stanza, dopo il saluto, con due mani e con il davanti rivolto ai genitori. Piega il sacchetto e riportalo via.
  • Aspetta che ti indichino il posto. Se ci si siede per terra, comincia in ginocchio, in 正座 (seiza). Quando ti dicono 足を崩してください (ashi o kuzushite kudasai), «si metta comodo», puoi rilassare le gambe.
  • Le bacchette non si piantano mai nel riso, e il cibo non passa mai da bacchette a bacchette: entrambi sono gesti funebri.
  • Si versa da bere agli altri, non a sé. Quando ti versano, solleva un po' il bicchiere verso chi versa.
  • La modestia è un rito. Fai un complimento al cibo e magari ti risponderanno いえいえ (ie ie), «ma no, non è niente». È cortesia, non disaccordo: sorridi e continua a mangiare.

Errori frequenti

  • Parlare il giapponese degli anime o quello del partner. Desinenze colloquiali come だよ (da yo), o ありがとう (arigatō) senza ございます, suonano troppo confidenziali a una prima visita.
  • Dire あなた (anata). Con le persone anziane il giapponese quasi non usa il «Lei», e a un genitore suonerebbe freddo o strano. Ometti il pronome, come fanno i giapponesi.
  • Lodare con 上手ですね (jōzu desu ne), «che bravo». Detto a una persona più anziana può suonare come un voto. «おいしいです» o chiedere la ricetta dicono la stessa cosa senza rischi.
  • Chiamarli お父さん e お母さん prima di essere invitati a farlo. A una prima visita alcune famiglie lo troverebbero precipitoso.
  • Sedersi senza invito o al posto d'onore. Il posto più lontano dalla porta spetta alla persona più importante; aspetta che ti facciano accomodare.

Un piano di due settimane

  1. Giorni 1–3: l'ingresso. Ogni giorno ad alta voce, con l'inchino: はじめまして, ○○と申します, お邪魔します e よろしくお願いいたします. Registrati e confrontati con il partner.
  2. Giorni 4–6: la tavola. A casa, いただきます prima di ogni pasto e ごちそうさまでした dopo, finché non viene da sé.
  3. Giorni 7–9: le domande. Prepara risposte brevi su lavoro, famiglia, il tuo paese e su come vi siete conosciuti. Il partner fa i genitori e ti interroga in giapponese.
  4. Giorni 10–12: la visita intera. Provala dal campanello a お邪魔しました, con le scarpe, l'omiyage e il seiza.
  5. Giorni 13–14: la rifinitura. Lavora sulle vocali lunghe, rallenta e scegli le dieci frasi che dirai di sicuro.

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