Che la famiglia viva a Madrid, a Città del Messico o a Buenos Aires, conoscere i genitori del partner in spagnolo di solito significa un pranzo lungo, tante domande e almeno un parente che insiste perché tu mangi ancora. Le famiglie ispanofone sono calorose e dirette: ci si tocca, ci si interrompe e si nota subito se fai lo sforzo di parlare la loro lingua. Per un italiano lo spagnolo sembra a portata di mano, ed è vero in parte: proprio per questo conviene sapere dove sono i tranelli.
Ecco trenta frasi con una pronuncia scritta per chi parla italiano, il galateo che le famiglie ispanofone danno per scontato, le differenze tra Spagna e America Latina, gli errori più comuni e un piano di due settimane.
L'essenziale
- Comincia con usted per ciascun genitore e ustedes per entrambi, finché non ti dicono tutéame, «dammi del tu». In Spagna succede spesso dopo pochi minuti; in gran parte dell'America Latina usted dura di più ed è rispetto, non distanza. Funziona come il nostro Lei.
- I saluti sono fisici: bacio sulla guancia (due in Spagna, uno nella maggior parte dell'America Latina) tra donne e tra uomo e donna, stretta di mano o abbraccio tra uomini.
- Il pranzo non finisce con il cibo. La sobremesa, la lunga chiacchierata a tavola dopo aver mangiato, fa parte della visita; andarsene subito sembra un segno che non ti è piaciuto.
Prima della visita
- Chiedi al partner da dove viene la famiglia e quanto è formale. Una nonna messicana e un padre madrileno si aspettano cose diverse.
- Porta qualcosa. Un dolce, dei buoni cioccolatini, una bottiglia di vino o qualcosa di tipico italiano. I fiori per la mamma sono sempre graditi.
- Conosci gli orari. In Spagna si pranza verso le due o le tre e si cena dopo le nove. Arrivare dieci o quindici minuti dopo è normale quasi ovunque; in anticipo, no.
- Liberati il pomeriggio o la sera. Un pranzo di famiglia può durare fino a buio.
Le 30 frasi
La pronuncia è scritta all'italiana, con l'accento sulla sillaba tonica. Le vocali sono quasi le nostre, ma le doppie non esistono: gracias non diventa «grazzie», e la s è sempre sorda, come in «sole». La j e la g davanti a e, i suonano come un'h aspirata e ruvida in gola, scritta qui «h». La h scritta in spagnolo invece è muta, la ñ è il nostro «gn», la v e la b suonano uguali, come una b morbida. In gran parte della Spagna c davanti a e, i e la z si pronunciano come il th inglese; in America Latina come una s. Una donna dice encantada e llena. ○○ indica un nome o una parola da inserire.
Saluti e prime parole
| Spagnolo | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| ¡Buenas noches! | BUÉ-nas NÒ-ces | Buonasera! Finché c'è luce: buenas tardes. |
| Mucho gusto, soy ○○. | MÙ-cio GÙS-to, sòi ○○ | Piacere, sono ○○. |
| Encantado de conocerlos. | en-kan-TÀ-do de ko-no-SÈR-los | Felice di conoscervi. |
| Gracias por invitarme. | GRÀ-sias por in-bi-TÀR-me | Grazie dell'invito. |
| ○○ me ha hablado mucho de ustedes. | ○○ me a a-BLÀ-do MÙ-cio de us-TÉ-des | ○○ mi ha parlato tanto di voi. |
| ¡Por fin nos conocemos! | por FÌN nos ko-no-SÉ-mos | Finalmente ci conosciamo! |
Cortesia e richieste
| Spagnolo | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Señora ○○, señor ○○ | se-GNÒ-ra ○○, se-GNÒR ○○ | Signora e signore col cognome. In Messico e altrove anche doña e don col nome. |
| Les traje un detalle. | les TRÀ-he un de-TÀ-ie | Vi ho portato un pensierino. |
| Todavía estoy aprendiendo español. | to-da-BÌ-a es-TÒI a-pren-DIÈN-do es-pa-GNÒL | Sto ancora imparando lo spagnolo. |
| ¿Podría hablar un poco más despacio? | po-DRÌ-a a-BLÀR un PÒ-ko mas des-PÀ-sio | Potrebbe parlare un po' più piano? |
| Perdone, ¿me lo puede repetir? | per-DÒ-ne, me lo PUÉ-de re-pe-TÌR | Scusi, me lo può ripetere? |
| ¿Cómo se dice esto en español? | KÒ-mo se DÌ-se ÈS-to en es-pa-GNÒL | Come si dice in spagnolo? |
A tavola
| Spagnolo | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| ¡Qué casa tan bonita! | ke KÀ-sa tan bo-NÌ-ta | Che bella casa! |
| ¡Qué bien huele! | ke bièn UÉ-le | Che profumino! |
| ¡Buen provecho! | buèn pro-BÉ-cio | Buon appetito! In Spagna anche que aproveche. |
| ¡Está riquísimo! | es-TÀ ri-KÌ-si-mo | È buonissimo! |
| ¿Me da la receta? | me da la re-SÉ-ta | Mi dà la ricetta? |
| ¿Puedo repetir? | PUÉ-do re-pe-TÌR | Posso fare il bis? |
| Estoy lleno, de verdad. Todo estaba buenísimo. | es-TÒI IÉ-no, de ber-DÀ. TÒ-do es-TÀ-ba bue-NÌ-si-mo | Sono pieno, davvero. Era tutto buonissimo. |
| ¿Le ayudo a recoger la mesa? | le a-IÙ-do a re-ko-HÉR la MÉ-sa | L'aiuto a sparecchiare? |
Conversazione
| Spagnolo | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Soy de ○○. | sòi de ○○ | Sono di ○○. |
| Trabajo como ○○. | tra-BÀ-ho KÒ-mo ○○ | Lavoro come ○○. |
| Me encanta la comida de aquí. | me en-KÀN-ta la ko-MÌ-da de a-KÌ | Adoro la cucina di qui. |
| Nos conocimos en ○○. | nos ko-no-SÌ-mos en ○○ | Ci siamo conosciuti a ○○. |
| ○○ es muy importante para mí. | ○○ es muì im-por-TÀN-te PÀ-ra MÌ | ○○ è molto importante per me. |
Ringraziare e congedarsi
| Spagnolo | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Muchas gracias por todo. | MÙ-cias GRÀ-sias por TÒ-do | Grazie mille di tutto. |
| Lo he pasado muy bien. | lo e pa-SÀ-do muì BIÈN | Sono stato benissimo. In America Latina: la pasé muy bien. |
| Bueno, ya me tengo que ir. | BUÉ-no, ià me TÉN-go ke ÌR | Bene, devo proprio andare. L'inizio di un lungo congedo. |
| Espero verlos pronto. | es-PÉ-ro BÉR-los PRÒN-to | Spero di rivedervi presto. |
| ¡Hasta pronto! | ÀS-ta PRÒN-to | A presto! |
Il galateo che le famiglie ispanofone danno per scontato
- Si saluta chiunque sia nella stanza. Baci, abbracci o strette di mano, ma nessuno viene saltato, i nonni per primi.
- Il cibo è affetto. Ti offriranno ancora e ancora. Assaggia tutto, fai il bis e di' che cosa ti è piaciuto; su questo, la nonna spagnola e quella italiana si capirebbero al volo.
- La sobremesa è sacra. Dopo il pasto arrivano il caffè, a volte un liquore, e un'ora di chiacchiere. È lì che ci si conosce davvero.
- Forte e tutti insieme è normale. Interrompersi e parlarsi sopra è partecipazione. Buttati.
- «Mi casa es su casa» si dice con calore, e in Messico a volte alla lettera. Chiedi comunque prima di aprire il frigo.
- Il congedo dura. Ya me tengo que ir lo apre; seguono un altro caffè e la chiacchierata sulla porta.
Spagna e America Latina
La Spagna passa in fretta al tú, cena tardi e dà due baci anche al primo incontro; in famiglia lì si sente vosotros invece di ustedes. Il Messico e gran parte dell'America Centrale tengono più a lungo l'usted, augurano provecho a chi mangia e dicono con permiso alzandosi da tavola. In Argentina e Uruguay si usa vos invece di tú, l'accento ricorda molto l'italiano, e un bacio sulla guancia è normale perfino tra uomini. Cambiano anche le parole: coche o carro, zumo o jugo. Chiedi al partner quale spagnolo parla la famiglia.
Errori frequenti
- Passare al tú senza invito in America Latina, o restare per ore sull'usted in Spagna dopo che ti hanno chiesto di smettere.
- I falsi amici. Burro è l'asino, il burro è mantequilla; salir è uscire, embarazada è incinta, guardar è conservare e largo è lungo.
- L'itañolo. Aggiungere doppie e vocali italiane alle parole spagnole fa sorridere, ma confonde; meglio una frase corta detta bene.
- Rifiutare il cibo o andar via subito dopo il dolce. Resta per la sobremesa.
- Pensare che tutti i paesi ispanofoni siano uguali. Parlare di flamenco a una famiglia messicana o di tacos a una argentina è un brutto inizio.
Un piano di due settimane
- Giorni 1–3: i saluti. Le prime sei frasi ad alta voce ogni giorno, con i baci o la stretta di mano in uso nella famiglia.
- Giorni 4–6: la tavola. Le frasi sul cibo durante pasti veri, compreso ¿Puedo repetir?
- Giorni 7–9: le domande. Risposte brevi su lavoro, famiglia, l'Italia e come vi siete conosciuti. Il partner fa i genitori e ti dà dell'usted.
- Giorni 10–12: la visita intera. Dal campanello alla sobremesa e al lungo congedo.
- Giorni 13–14: la rifinitura. Un suono per frase, niente doppie, e le dieci frasi che dirai di sicuro.
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