Conoscere i genitori del partner in Vietnam vuol dire di solito un pranzo o una cena in famiglia, spesso con più parenti del previsto: i nonni, una zia o due, cugini passati a dare un'occhiata. L'atmosfera è calorosa, i piatti continuano ad arrivare e le domande sono dirette. Quello che i genitori vietnamiti notano per primo non è la tua grammatica, ma il modo in cui tratti gli anziani: come saluti, come chiami loro e te stesso, se li inviti a mangiare prima di cominciare. Se fai bene queste poche cose in vietnamita, farai un'impressione migliore di tanti che lo parlano correntemente.
Ecco trenta frasi con la pronuncia scritta all'italiana, le regole che le famiglie vietnamite danno per scontate, le differenze tra Nord e Sud, gli errori più comuni e un piano di due settimane.
L'essenziale
- In vietnamita non esistono un «Lei» e un «io» neutri. I genitori li chiami bác se sono più anziani dei tuoi, oppure cô (lei) e chú (lui) se sono più giovani, e te stesso cháu, «nipote». I due genitori insieme sono hai bác. Chiedi al partner quali parole si aspetta la famiglia.
- Aggiungi ạ alla fine di ogni frase rivolta a una persona più anziana. È la parolina che rende cortese il vietnamita, e non costa nulla.
- Prima di mangiare, invita ogni anziano a cominciare, partendo dal più vecchio: Cháu mời hai bác ăn cơm ạ. Poi aspetta che prendano le bacchette.
Prima della visita
- Chiedi dei pronomi. In alcune famiglie, soprattutto al Sud, ti lasceranno dire con, come un figlio, anche prima del matrimonio; altre si aspettano cháu fino al fidanzamento ufficiale. Azzeccarci è il complimento più grande.
- Regali per la famiglia, non solo per i genitori. Frutta, buon tè, dolci, una bottiglia di vino o di liquore per il padre, o una specialità della tua regione. Porgili con due mani. Niente carta nera o bianca, niente fazzoletti, niente coltelli.
- Vestiti in modo curato e sobrio. Spalle e ginocchia coperte sono un segno di rispetto, soprattutto se ci sono i nonni o se in casa c'è un altare degli antenati.
- Preparati a toglierti le scarpe. In quasi tutte le case vietnamite restano alla porta.
- Niente baci sulle guance. Con gli anziani basta un saluto con un leggero cenno del capo.
Le 30 frasi
Il vietnamita è una lingua tonale: la stessa sillaba cambia significato secondo l'altezza della voce. La pronuncia scritta non può mostrare i toni, quindi leggila insieme ai segni della colonna in vietnamita. Senza segno, un tono piatto e medio; á sale; à scende basso; ả scende e risale; ã sale con una rottura nella voce; ạ è breve, basso e troncato. La pronuncia segue quella di Hanoi, dove d, gi e r suonano come la s sonora di rosa, scritta qui «z»; al Sud suonano come una «i» di ieri. Una curiosità che aiuta: chào, il saluto, si legge quasi come il nostro ciao. La h è un'aspirazione vera, e «kh» è il ch tedesco di Bach. «Ë» e «ü» indicano ơ e ư: una e e una u dette con le labbra stirate, non arrotondate. Le consonanti finali p, t e k si chiudono senza far uscire l'aria, e non si aggiunge mai una vocale dopo. ○○ indica un nome o una parola da inserire.
Saluti e prime parole
| Vietnamita | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Cháu chào hai bác ạ. | ciau ciao hai bak a | Buongiorno a tutti e due. A una sola persona: Cháu chào bác ạ. |
| Cháu tên là ○○. | ciau ten la ○○ | Mi chiamo ○○. |
| Cháu rất vui được gặp hai bác. | ciau zët vui dü-ëk gap hai bak | Sono molto felice di conoscervi. |
| Cháu cảm ơn hai bác đã mời cháu. | ciau kam ën hai bak da mëi ciau | Grazie per avermi invitato. |
| ○○ kể với cháu nhiều về hai bác lắm. | ○○ ke vëi ciau gneu ve hai bak lam | ○○ mi ha parlato tantissimo di voi. |
| Năm nay cháu ○○ tuổi ạ. | nam nai ciau ○○ tuoi a | Ho ○○ anni. Te lo chiederanno, perché l'età decide i pronomi. |
Cortesia e richieste
| Vietnamita | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Dạ. Vâng ạ. | za. vëng a | Sì, con garbo. Dạ si usa ovunque, vâng soprattutto al Nord. |
| Cháu có chút quà biếu hai bác. | ciau ko ciut kua bieu hai bak | Vi ho portato un pensierino. |
| Cháu đang học tiếng Việt ạ. | ciau dang hok tieng viet a | Sto imparando il vietnamita. |
| Bác nói chậm một chút được không ạ? | bak noi cëm mot ciut dü-ëk khong a | Potrebbe parlare un po' più piano? |
| Xin lỗi bác, bác nói lại được không ạ? | sin loi bak, bak noi lai dü-ëk khong a | Mi scusi, può ripetere? |
| Cái này tiếng Việt gọi là gì ạ? | kai nai tieng viet goi la zi a | Come si chiama questo in vietnamita? |
A tavola
| Vietnamita | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Cháu mời hai bác ăn cơm ạ. | ciau mëi hai bak an këm a | Prego, mangiamo. L'invito prima del pasto, a ogni anziano. |
| Món này ngon quá ạ! | mon nai ngon kua a | Che buono! |
| Bác nấu ăn ngon quá ạ! | bak nëu an ngon kua a | Lei cucina benissimo! |
| Cháu xin thêm một chút ạ. | ciau sin tem mot ciut a | Posso averne ancora un po'? |
| Cháu no rồi ạ, cháu cảm ơn bác. | ciau no zoi a, ciau kam ën bak | Sono sazio, grazie. |
| Cháu mời bác uống trà ạ. | ciau mëi bak uong cia a | Prenda del tè, mentre lo versi a un anziano. |
| Cháu chúc hai bác sức khỏe! | ciau ciuk hai bak sük khue | Alla vostra salute! Il brindisi cortese ai genitori. |
| Để cháu rửa bát giúp bác ạ. | de ciau zü-a bat zup bak a | Lasci che lavi i piatti io. Al Sud: rửa chén. |
Conversazione
| Vietnamita | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Cháu đến từ ○○. | ciau den tü ○○ | Vengo da ○○. |
| Cháu làm nghề ○○ ạ. | ciau lam nghe ○○ a | Faccio il ○○ di mestiere. |
| Cháu rất thích món ăn Việt Nam. | ciau zët tik mon an viet nam | Adoro la cucina vietnamita. |
| Chúng cháu quen nhau ở ○○. | ciung ciau kuen gnau ë ○○ | Ci siamo conosciuti a ○○. |
| Cháu thương ○○ thật lòng ạ. | ciau tü-ëng ○○ tët long a | Voglio bene a ○○ sinceramente. Thương è l'affetto profondo, di famiglia. |
Ringraziare e salutare
| Vietnamita | Pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Cháu cảm ơn hai bác về bữa cơm ạ. | ciau kam ën hai bak ve bü-a këm a | Grazie per il pranzo. |
| Hôm nay cháu rất vui ạ. | hom nai ciau zët vui a | Oggi sono stato benissimo. |
| Muộn rồi, cháu xin phép về ạ. | muon zoi, ciau sin fep ve a | Si è fatto tardi, col vostro permesso vado. Xin phép è «chiedere il permesso». |
| Hôm khác cháu lại sang thăm hai bác. | hom khak ciau lai sang tam hai bak | Un altro giorno torno a trovarvi. |
| Cháu chào hai bác, hai bác giữ gìn sức khỏe ạ. | ciau ciao hai bak, hai bak zü zin sük khue a | Arrivederci, abbiatevi cura. |
Le regole che le famiglie vietnamite danno per scontate
- Prima i più anziani. Se ci sono i nonni, salutali prima dei genitori: Cháu chào ông bà ạ. Un leggero cenno del capo nel saluto è naturale; al padre stringi la mano se te la porge.
- Due mani per gli anziani. Regali, tazze di tè, bicchieri: si danno e si ricevono con due mani, oppure con la destra mentre la sinistra tocca il polso destro.
- L'invito prima di mangiare. I più giovani invitano gli anziani uno per uno: Cháu mời ông bà ăn cơm, cháu mời hai bác ăn cơm. Solo allora si comincia, e il più anziano prende il primo boccone.
- Ti riempiranno la ciotola. La madre ti metterà cibo nella ciotola di continuo; è affetto, un po' come il nostro «mangia, mangia». Mangia quello che riesci, fai i complimenti e di' sorridendo Cháu no rồi ạ quando davvero non ce la fai più.
- Le bacchette. Mai piantate dritte nel riso: così si offre il riso ai defunti. Appoggiale di traverso sulla ciotola o sul poggiabacchette.
- Bere con il padre. Possono arrivare birra o liquore di riso, con Một, hai, ba, dô!, l'«uno, due, tre, cin cin!» vietnamita. Nel brindisi tieni il bicchiere più basso del suo. Se non bevi, dillo presto e con gentilezza; un tè alzato per il brindisi è accettato.
- Domande che sembrano personali. L'età, il lavoro, lo stipendio, se hai una casa, quando vi sposate e quando arriveranno i figli: in Vietnam sono segni di interesse, non indiscrezioni. Lo stesso per i commenti sul tuo aspetto o sul peso.
Nord e Sud
Il Nord, con Hanoi, tende a essere più formale: i genitori sono bố mẹ, sì è vâng, la ciotola è bát e ai pronomi si fa più attenzione. Il Sud, con Ho Chi Minh, è spesso più rilassato: i genitori sono ba má, sì è dạ, la ciotola è chén, tardi è trễ invece di muộn e andare a trovare è qua invece di sang. Cambia anche l'accento, e al Sud alcuni toni si confondono. Il Centro, intorno a Huế, ha parole sue e un accento marcato. Impara la variante che parla la famiglia del partner e non preoccuparti del resto.
Gli errori più comuni
- Chiamare i genitori anh, chị o bạn. Sono forme per i coetanei, come il nostro tu; ai genitori suonano quasi maleducate. Resta su bác o su cô e chú.
- Chiamare te stesso tôi o em. Tôi in famiglia suona freddo e burocratico; em è per il partner. Con i genitori sei cháu.
- Ignorare i toni. Bác con tono ascendente è il genitore e bạc, con tono basso e troncato, è l'argento; ba è tre, e al Sud anche papà, e bà è la nonna. Ti capiranno comunque, ma qualche tono giusto li farà felicissimi.
- Cominciare a mangiare per primo o saltare l'invito prima del pasto.
- Dire di no una volta e considerarla chiusa. L'ospite vietnamita offre ancora e ancora; rifiuta con dolcezza, sorridi e alla fine accetta un po' se puoi.
- Toccare la testa o indicare col dito. Indica con la mano aperta e non accarezzare la testa ai bambini, nemmeno con affetto.
Un piano di due settimane
- Giorni 1–3: la porta. Cháu chào hai bác ạ, Cháu tên là ○○, Cháu rất vui được gặp hai bác, con i pronomi della famiglia del partner.
- Giorni 4–6: la tavola. Prima di ogni pasto vero, Cháu mời hai bác ăn cơm ạ, più Món này ngon quá ạ e Cháu no rồi ạ.
- Giorni 7–9: le domande. Prepara risposte brevi su età, lavoro, famiglia, il tuo paese e come vi siete conosciuti. Il partner fa i genitori e ti fa le domande dirette.
- Giorni 10–12: la visita intera. Dal saluto alla porta fino a Muộn rồi, cháu xin phép về ạ, con il tè versato agli anziani.
- Giorni 13–14: le rifiniture. Correggi un tono per frase e scegli le dieci frasi che dirai di sicuro.
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